mercoledì, 07 gennaio 2009

segnalazioni, recensioni, cultura, empatia, cybergoth, mood, energia, connettivismo, oscurita

In lettura

La luce di Orione, di Valerio Evangelisti


Si narra che, mentre i turchi s’apprestavano a espugnare Costantinopoli, i teologi bizantini continuassero, noncuranti del pericolo incombente, a discettare sul sesso degli angeli. L’aneddoto è stato eletto a cliché indicante ogni diatriba inutile e cavillosa. All’“imperatore” di tutti i luoghi comuni, Valerio Evangelisti ha dedicato La luce di Orione, ultimo, attesissimo capitolo dell’epopea di Nicolas Eymerich, inquisitore domenicano del secolo XIV. Non siamo nel 1453, bensì nell’anno 1366, al tempo della crociata guidata da Amedeo di Savoia. Tuttavia, l’Impero d’Oriente ha già imboccato il viale d’un mesto tramonto. È una Bisanzio disfatta e in rovina, oscura e perversa, quella in cui si muovono l’Inquisitore e il suo fedele pard, frate Pedro Bagueny, nel tentativo di risolvere il mistero delle orrende creature che emergono dalle acque del Corno d’Oro. Conviene non dire altro, per preservare il piacere d’un congegno narrativo in cui tutto torna con puntualità. Perfino una certa debolezza dei moventi iniziali, percepibile nell’attacco, finisce per trovare la sua giustificazione. Comunque, una maggiore drammatizzazione dell’incipit ci poteva anche stare.
La luce di Orione è un tributo alla potenza degli stereotipi, a cominciare dal problema dello statuto e della “consistenza” delle intelligenze intermedie in rapporto alle gerarchie onto-teologiche. Che la questione appaia superflua, innanzi all’avanzare degli eserciti del Sultano, è solo un punto di vista: inevitabilmente relativo. In realtà, questo tema – a Oriente come a Occidente, nella filosofia scolastica e nella teologia bizantina – è d’importanza cruciale. Dietro l’angelologia, sul rovescio della concezione degli enti spirituali, cresce la teoria del demoniaco e cova l’ossessione per Satana. Più che nelle credenze popolari, è nella Summa di Tommaso che andrebbero cercate le cause della paranoia repressiva chiamata «Caccia alle streghe». Ma Evangelisti non si limita a collocare le origini del maligno nel cuore della più raffinata e sottile “scienza” di dio. Fa di più, spingendosi fino a una sistematica demolizione dei miti semplificativi che ispirano le rappresentazioni dello «scontro di civiltà». Così, la guerra tra Cristianesimo e Islam si scompone in una struttura a tre elementi. Il conflitto con gli infedeli passa in secondo piano rispetto alla battaglia tra credo latino e credo ortodosso. E non è detto che il turco sia il male peggiore. Si tratta d’un tema delicato, eppure decisivo per comprendere le pratiche vessatorie con cui, dall’estremo lembo d’Europa al Mezzogiorno d’Italia, gli esponenti della chiesa di Roma cancelleranno l’“anomalia greca”. È un racconto rimosso, estirpato dalla memoria collettiva, che riguarda l’organica eliminazione d’una remota sapienza, di un intero apparato iconografico e di una religiosità antica. Nella protervia dei frati fanatici ci pare di ritrovare la stessa ferocia con cui architetti e predicatori al servizio dei vescovi romani spazzeranno via, nell’arco dei secoli, le vestigia d’un mondo accarezzato dal Mediterraneo orientale.
Sono passati tredici anni da quando la collana Urania pubblicò Nicolas Eymerich, inquisitore. Se il “genere” italiano ha manifestato sovente la sua incapacità di misurarsi con gli impegni della cadenza seriale, Evangelisti rappresenta una delle più felici smentite di quest’ennesimo luogo comune. La saga di Eymerich è il frutto dell’ambiziosa partita col Tempo, la Storia e con le loro più intime corrispondenze che lo scrittore bolognese continua a giocare: in barba alla supposta linearità del continuum e alle regole “strette” delle poetiche. «Davvero pensate che schiacciare il fiore che ho in mano potrebbe provocare, in un tempo indeterminato, la caduta di un’intera città?», chiede l’Inquisitore nel sesto capitolo del romanzo. Poco importa che l’interlocutore, il poeta Francesco Petrarca, risponda di no. I lettori di Evangelisti risponderanno convinti: «Sì, certo. E molte altre cose».

Postato da zoon 07/01/2009 16:11 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

segnalazioni, cultura, tecnologia, misteri, sociale, connettivismo, cerebralita, tersicore, postumanismo

La persistenza dei celacanti

[Estratto da LoStranoAttrattore]


Il celacanto (Latimeria chalumnae) è esponente della più antica linea evolutiva di pesci che si conosca. I reperti fossili conosciuti permettono di datarne la comparsa intorno a 410 milioni di anni, nel Medio Davoniano, e a lungo è stata considerata una specie estinta fin dal Cretaceo (circa 80 milioni di anni fa), finché nel 1938 non ne venne pescato un esemplare al largo dalle coste del Sudafrica. E negli anni seguenti altri avvistamenti hanno permesso di tracciarne la presenza in Madagascar, Kenya, Tanzania e Mozambico. Una seconda specie dello stesso genere (L. menadoensis) è stata rintracciata invece in Indonesia nel 1999.

Creature piuttosto schive, i celacanti arrivano a 80 kg di peso e anche 2 metri di lunghezza, e possono vivere fino a 60 anni (per informazioni ulteriori vi rimando alla relativa pagina di Wikipedia). Queste creature sono affascinanti per diversi aspetti legati al loro status di fossili viventi, ma la loro caratteristica principale è proprio quella di avere conservato molte caratteristiche dei loro antenati di centinaia di milioni di anni fa. La qual cosa ne fa - quasi - dei campioni di persistenza. Mentre altri pesci e invertebrati si evolvevano drasticamente, trilobiti e ammoniti si estinguevano, e specie più adatte soppiantavano le altre nella naturale evoluzione degli ecosistemi, i celacanti sono riusciti a preservarsi con piccole modifiche che li rendono al contempo diversi dalle numerose specie dello stesso genere che popolavano gli oceani nel Davoniano, ma pur sempre unici nel panorama tassonomico odierno (per esempio il giunto intercraniale che ne separa la parte inferiore del cranio da quella superiore).

Da quando il loro genere è comparso, il Sole ha appena completato la sua seconda rivoluzione (periodo stimato: 200 milioni di anni) attorno al nucleo galattico. L’uomo arriverà a vederne concluso il primo? E’ una di quelle domande che schiudono una prospettiva vertiginosa sull’abisso del tempo. Se l’uomo come genere è infatti comparso circa 2,5 milioni di anni fa, la specie homo sapiens ha appena 130.000 anni e nel corso della sua breve esistenza sembrerebbe avere già dovuto affrontare gravi momenti di crisi (secondo la Teoria della Catastrofe di Toba, circa 70.000 anni fa un’eruzione decimò la popolazione umana sulla Terra a un gruppo di poche migliaia di individui, selezionandone rigidamente il pool genico).

Nel suo articolo sulle recenti scoperte che hanno riguardato le dimensioni e la velocità di rotazione della Via Lattea, apparso ieri sul Corriere.it, Giovanni Caprara prospetta che prima della catastrofe che porterà alla fusione della nostra galassia con Andromeda (nella foto, ripresa nell’infrarosso dal telescopio Spitzer della NASA) l’uomo avrà probabilmente trovato la sua via per le stelle, adattandosi alla vita spaziale. Quello che non dice è che per riuscirci l’uomo dovrà probabilmente rinunciare - se non altro temporaneamente - a molte delle caratteristiche biologiche che oggi lo contraddistinguono come tale.

L’origine della civiltà viene fatta convenzionalmente (da cui l’etimologia del termine) risalire alla fondazione provata della prima città (e la consultazione di una lista degli insediamenti urbani più antichi può rivelarsi estremamente interessante). Proviamo a immaginare brevemente cosa è successo dal 6000 a.C. ad oggi: esplorazioni, scoperte, teoremi, teorie, architettura, arte, letteratura. L’invenzione della stampa, l’avvento dell’elettronica e dell’aviazione, lo sbarco sulla Luna, internet (e adesso, forse, anche la wiTricity). E proviamo a proiettare tutto questo sulla scala logaritmica dei prossimi 8000 anni. Non avremo coperto che un anno ogni 25.000 di esistenza dei celacanti.

Personalmente mi trovo in accordo sulla definizione di civiltà basata sull’uso consapevole della tecnica e sulla sua trasmissione generazione dopo generazione (concetto da cui è poi derivato lo studio di Kardashev sugli stadi di civilizzazione). Possiamo allora sostenere che l’uso della tecnologia, e pertanto la civilizzazione, acceleri l’evoluzione delle specie? Per il momento, abbiamo un’unica cavia e troppo poco tempo per trarre delle osservazioni significative. Ma la questione è intrigante. E la contrapposizione con i celacanti carica di suggestioni. Magari, materiale per qualche futuro lavoro.

Postato da zoon 07/01/2009 13:07 | permalink commenti (1)


----------------------------------------------------------

martedì, 06 gennaio 2009

segnalazioni, cultura, energia, oscurita, tersicore

Sul nuovo blog

di Nimiel, Parergaparalipomena, un dettagliato articolo su due antichi grimori: la “Clavicula Salomonis” e il “Lemegeton”.

Postato da zoon 06/01/2009 15:35 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

domenica, 04 gennaio 2009

segnalazioni, cultura, news, mood, energia, oscurita, cerebralita, catarsi, tersicore, surrealta, inner space

Dal blog

di Nimiel la seguente segnalazione:

Pubblicata la prima puntata ufficiale del mio podcast, "Eclipse". Turbine di musica e testi poetici in un'atmosfera abbissale e catartica. E' possibile ascoltarla qui.

Alcuni brani musicali contenuti? Fields of the Nephilim–“Shroud,(Exordium),
Combichrist–“This is my life”, Combichrist–“Without emotions”, mentre alcuni brani poetici sono C. Baudelaire–introduzione ai “Fiori del Male”, C. Bukowski–“Un trucco per alleviare il vostro sanguinare”, A. Artaud–“Era come se l’irrimediabile si fosse compiuto”

Postato da zoon 04/01/2009 10:39 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

sabato, 03 gennaio 2009

segnalazioni, cultura, empatia, mood, energia, oscurita, catarsi

Aleister Crowley In Italia




http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Th%C3%A9lema

Postato da zoon 03/01/2009 14:45 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

segnalazioni, cultura, news, connettivismo, tersicore

Giallo Mondadori

numero 2969 ospita, oltre al romanzo titolare di Richard Powell Via col piombo, un racconto di Giovanni De Matteo, aka X. Che dire, è un bell'inizio anno roboante; speriamo si continui così... Il Connettivismo sfora dalla sf verso altri lidi del fantastico.

Postato da zoon 03/01/2009 11:54 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

venerdì, 02 gennaio 2009

cultura, ricordi, mood, energia, oscurita, cerebralita

Fagocitare

storia di ogni momento vissuto dall'umanità. Come vivere in altri continuum, odori, azioni, pensieri e usanze ormai sepolte sotto cumuli di digit dimenticati.

Postato da zoon 02/01/2009 19:29 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

segnalazioni, cultura, ricordi

Scavo

a fondo nell'interesse verso Costantinopoli. Vi consiglio questo sito: ImperoBizantino.it.

Postato da zoon 02/01/2009 16:05 | permalink commenti (1)


----------------------------------------------------------

cultura, ricordi, deliri, mood, energia, oscurita, catarsi

Un impero millenario

che si sfalda. Bisanzio e il suo Stato millenario che trascende la romanità mi rende di foggia bizantina, di sofismi intricati e astruse cariche a Palazzo che mi conquistano l'anima, rinverdiscono la mia arcaica appartenenza a Roma repubblicana e imperiale.

Postato da zoon 02/01/2009 15:41 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

domenica, 28 dicembre 2008

segnalazioni, cultura, news, connettivismo, tersicore, sf

È uscito Continuum n°29 - Speciale viaggi nel tempo

È uscito Continuum n°29: si tratta di una monografia interamente incernierta sul tema dei viaggi nel tempo. Ma soprattutto è un numero colossale (dal punto di vista quantitativo), grazie al notevole contributo di figure cardine della fantascienza italiana.
E il Connettivismo? Beh, a parte un articolo su "Il paradosso del passato" di Silverberg, in questo speciale c'è senz'altro un apporto importante da parte del Movimento al numero. Dopotutto, i lupi siderali sanno attraversare le galassie, ma anche il tempo, specie se lavorano in coppia. Nella sezione narrativa, infatti, troverete lo splendido "Festung Europa", scritto a quattro mani dall'Abate degli Stolti e da X.

Postato da zoon 28/12/2008 20:13 | permalink commenti (3)


----------------------------------------------------------

segnalazioni, recensioni, cultura, energia, oscurita

La spina del diavolo

Spagna 1939: la Seconda Guerra Mondiale scuote l’Europa ma nel paese c’è ancora la guerra civile. Carlos, giovane orfano, entra in un riformatorio sinistro e atipico, diretto dalla dolce Carmen, dal dottor Casares (di lei segretamente innamorato) e da Jacinto, enigmatico e aitante custode. Carlos entra subito nel mirino di Jaime, compagno violento e cattivo, che non perde occasione per rendergli la vita un inferno. A complicare ulteriormente le cose arrivano le apparizioni di Santi, alunno scomparso misteriosamente anni prima.
Il film, del 2001 e ripescato solo oggi, è l’ultimo girato dal regista prima della naturale cooptazione hollywoodiana che ha comunque permesso a Guillermo del Toro di regalare agli appassionati due pellicole di ottima fattura come Blade II e Hellboy. L’atipico scenario che fa da sfondo al film, permette allo stesso di non spendersi come mera ghost - story ma di elevarsi una spanna sopra i potenziali concorrenti, avvicinandosi più alla forma di un tetro romanzo di formazione. Nonostante qualche incongruenza, l’atmosfera terrorizzante è resa alla perfezione ed i colpi di scena non mancano. Tecnicamente ottimo, esaltato da fotografia e montaggio, La spina del diavolo permette a Federico Luppi e Marisa Paredes di dimostrare ancora una volta un notevole talento, anche se è tutto il cast a rispondere alla perfezione agli input di un regista la cui passione ed entusiasmo sono percepibili a ogni inquadratura.






Cosa posso dire di mio? Semplicemente, guardatevi questa pellicola, degna introduzione al capolavoro Il labirinto del Fauno. Guardatela, e gustate quel senso di poesia triste e incantata, ma pregna di virile essenza umana e oltreumana.

Postato da zoon 28/12/2008 17:36 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

segnalazioni, recensioni, cultura, sociale, connettivismo, tersicore

Graffiti, un excursus storico

[Estratto da Next-Station.org]


Si racconta che il primo graffito moderno sia stato lo scarabocchio Kilroy, un omuncolo che si sporge timidamente da un muro, accompagnato dalla scritta “Kilroy was here”, e che i soldati americani, durante il secondo conflitto mondiale, avevano l’abitudine di disegnare un po’ dappertutto.
Nel 1946, il New York Times riportò sulle proprie pagine la teoria secondo la quale la leggenda di Kilroy sarebbe nata per via di un certo James J. Kilroy, ispettore navale che era solito contrassegnare i rivetti che non avevano passato il suo controllo proprio con quello che in seguito sarebbe diventato lo scarabocchio Kilroy. Di lì in poi l’abitudine tra le truppe di riutilizzare il simbolo per indicare scarsità di qualcosa, di viveri, di munizioni ecc.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’arte graffitica viene prima legittimata e assunta a rango di arte da Asger Jorn, membro del gruppo CoBra e fondatore dell’Istituto Scandinavo del Vandalismo Comparato, poi avallata dalla critica di un grande interprete del pensiero artistico, Roland Barthes, il quale, nel saggio Cy Twombly o “Non multa sed multum”, confessa: “La sventura dello scrittore […] consiste nel fatto che il graffito gli è proibito”.
Il graffito urbano emerge quindi come un gesto creativo settoriale, delimitato a una definita cerchia di persone, in primis a coloro che poco o nulla hanno a che fare con il sistema dell’arte ufficiale. Certamente di acqua sotto i ponti ne è passata da quando Luois Réau, nella sua Histoire du vandalisme, definiva la “grafitomania” come un’espressione nociva di “vandalismo imbecille”.

Postato da zoon 28/12/2008 14:05 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

lunedì, 22 dicembre 2008

segnalazioni, recensioni, cultura, digitalizzazioni, cyberpunk, sociale, cerebralita, tersicore, sf

Il chiosco delle meraviglie di Bruce Sterling

La notizia è che Bruce Sterling è tornato. Non è lo Sterling che ci aveva incantato con le visioni transumaniste della Matrice Spezzata (1982), ma per fortuna neanche quello che ci aveva deluso con l’acritica esaltazione di tecnologia e iperliberismo fusi in un insipido corporativismo tecnocratico che essudava da Isole nella Rete (1998). Siamo piuttosto dalle parti dei malinconici quadretti di Un futuro all’antica, la sorprendente antologia del 1999 che ci aveva rivelato un aspetto inedito della personalità eclettica di questo Autore. Adesso a farci provare nuovamente il gusto dell’indagine sociale, l’ebbrezza dello scavo filologico negli strati sedimentati nell’immaginario del nostro basso futuro, ci pensa il suo ultimo romanzo breve Il chiosco...


[Continua su Lo strano attrattore]

Postato da zoon 22/12/2008 10:40 | permalink commenti (1)


----------------------------------------------------------

domenica, 21 dicembre 2008

segnalazioni, cultura, news, deliri, empatia, mood, energia, oscurita, cerebralita, catarsi, tersicore

Segnalo

la prima puntata radiofonica (in podcast) di Eclipse, programma condotto da Nimiel; la presente iterazione è dedicata al Solstizio buio e alle implicazioni musicali, esoteriche, filosofiche e antropologiche di quest'evento. Qui il download. Enjoy olgraphic yourself...

Postato da zoon 21/12/2008 20:40 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

segnalazioni, cultura, deliri, empatia, mood, energia, oscurita, catarsi

Segnalo

questo splendido post di Nimiel sul solstizio buio. Energia, pura... Questa notte, ora.

Postato da zoon 21/12/2008 19:23 | permalink commenti (1)


----------------------------------------------------------

segnalazioni, cultura, news, digitalizzazioni, cyberpunk, cerebralita, tersicore

Sul blog

di BruceSterling la news che Neural.it compie 15 anni. Auguri a una fonte di news che si riversa anche su NeXT.

Postato da zoon 21/12/2008 12:48 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

martedì, 09 dicembre 2008

segnalazioni, cultura, deliri, acido, energia, oscurita, tersicore

Fuoco cammina con me

Buone notizie per gli appassionati di David Lynch, in particolare per chi ama Twin Peaks e per chi ha anche gradito il suo prequel, Fuoco cammina con me, diretto sempre da Lynch. Il film, uscito nel 1992, non ha, infatti, ancora avuto la sua versione integrale, che conta per ora numerose scene inedite.
La pellicola racconta gli antefatti del serial TV Twin Peaks, cioè i sette giorni che precedono la morte di Laura Palmer, schiava della cocaina e di una dissoluta vita sessuale, vittima di un padre potenzialmente incestuoso che a sua volta è posseduto da un demone.
I fan hanno aspettato per anni, ma finalmente ora Lynch sembra essersi mosso per accontentarli. Il regista avrebbe infatti parlato con la MK2, la casa di distribuzione che detiene i diritti della pellicola, e ha dichiarato che le scene tagliate siano ben 17.
Può darsi che presto venga ideata una definitiva versione dvd di Fuoco cammina con me, reintegrando così anche i personaggi della serie che apparivano nel primo montaggio e che poi sono stati eliminati.
Fuoco cammina con me fu presentato a Cannes in concorso, provocando praticamente solo reazioni negative. "Sembra un pessimo film diretto da un ottimo regista, stanco di perder tempo con un pubblico televisivo!", questo fu il commento con cui Derek Malcolm, esperto cinematografico, accolse la proiezione. Con il tempo è diventato un piccolo film di culto, abbastanza rivalutato anche dai fan della serie che all'epoca ne erano rimasti fortemente delusi.


[Letto su ThrillerMaghazine.it]

Postato da zoon 09/12/2008 13:35 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

lunedì, 08 dicembre 2008

segnalazioni, cultura, ricordi, tersicore

In pasto ai leoni

[Estratto da SherlockMagazine.it]


Tornano in libreria le indagini di Marco Didio Falco investigatore nella Roma di Vespasiano

Siamo al decimo volume con le avventure di un simpatico investigatore che vive a Roma al tempo dell’Imperatore Vespasiano. La scrittrice è Lindesey Davis e il libro ora in libreria è intitolato In pasto ai leoni (Two for the Lions, 1998).
Il primo romanzo della serie, che ha come protagonista Marco Didio Falco, con il titolo The Silver Pigs (Le miniere dell’imperatore) fu pubblicato nel 1989 e fu pubblicato nella collana dei Gialli Mondadori (n. 2360 del 1994, successivamente con il n. 2378 venne pubblicata la seconda avventura con il titolo Misteri imperiali. Dal 1994 i romanzi della Davis vengono tutti pubblicati da Marco tropea Editore. Attualmente in Inghilterra ne sono stati pubblicati 18 titoli e per il 2009 è previsto il diciannovesimo.

La quarta. Scomode sorprese per Marco Didio Falco, l’investigatore più audace e sregolato dell’antica Roma. Quando Vespasiano lo nomina revisore contabile per il Grande censimento, Falco si illude di aver finalmente trovato una via comoda e sicura per arricchirsi. Ma il compito di scoprire gli evasori fiscali lo costringe a lavorare insieme all’infido Anacrite, il capo delle spie imperiali, e a indagare gli affari sommersi dei ricchi lanisti, i fornitori di gladiatori e bestie feroci per le venationes e i giochi dell’arena. La morte violenta di un popolare leone killer segna l’inizio di una nuova, rischiosa avventura investigativa, poiché fra i lanisti sembra essere scoppiata una faida legata ai lucrosi appalti di Vespasiano per la costruzione dell’Anfiteatro Flavio. E quando anche il più acclamato gladiatore di Roma viene ucciso — non nell’arena, ma mentre dorme nel suo letto — gli indizi conducono Falco e l’inseparabile amante, la patrizia Elena Giustina, fino in Tripolitania, dove il fratello di Elena risulta invischiato nei traffici africani che si nascondono dietro i delitti.

In pasto ai leoni di Lindsey Davis (Two for the Lions, 1998, Traduzione Maria Elena Vaccarini, Marco Tropea Editore, collana I Trofei, pagg. 377, euro 18,60) ISBN 978-88-558-0057-0

Postato da zoon 08/12/2008 19:33 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

segnalazioni, cultura, energia, deep space, connettivismo, cerebralita, tersicore, sf

Possiamo dirci quellisti?

La tecnologia ci ha dato accesso a scansioni temporali che i nostri antenati potevano solo sognare. Dobbiamo essere pronti a usare quelle scansioni, a vivere in quelle scansioni, se vogliamo realizzare i nostri sogni. Quellcrist Falconer

Le citazioni di Quellcrist Falconer che arricchiscono ogni nuova impresa letteraria di Takeshi Kovacs sono memorabili e rappresentano forse l'elemento più prezioso e ricercato dell'opera di Richard K. Morgan. Attraverso questi continui rimandi alla sua teoria e prassi rivoluzionaria, la figura di Quellcrist aveva assunto statura di personaggio autonomo ben prima di tornare sulla scena con l'ultimo capitolo della serie (a detta dell'autore, forse per sempre): Il ritorno delle furie. Un mio piccolo sogno è che queste citazioni vengano un giorno raccolte in volume, a comporre un manuale di resistenza civile e di disciplina rivoluzionaria, al giorno d'oggi ne avremmo bisogno. Ma è proprio questo che, sulla scia del venerando Thomas Pynchon, mi induce a domandarmi: possiamo dirci quellisti? E quanto è giusto, in questo tempo desolato e senza speranze (né vere, né false), sentirsi quellisti e vivere nel quotidiano i dettami di Quellcrist Falconer, alias Nadia Makita?

[Continua su Next-Station.org]

Postato da zoon 08/12/2008 19:30 | permalink commenti


----------------------------------------------------------

sabato, 06 dicembre 2008

segnalazioni, cultura, news, deep space, cerebralita, tersicore, sf

2001: odissea (alternativa) nel superspazio

In esclusiva per i lettori di Next-Station.org, il grande Giuseppe Lippi rilegge il capolavoro di Stanley Kubrick, di cui ha da poco curato il fondamentale Dizionario ragionato (Editore Le Mani), e ci regala un soggetto per un 2001 odissea nello spazio alternativo. Un divertissement che rasenta il gioco ucronico e che regalerà più di un brivido di piacere agli amanti della fantascienza e del paradosso. Come sarebbe stato il film forse più importante nell'immaginario del XX secolo, se il suo regista si fosse ispirato a un racconto di Arthur C. Clarke diverso da La Sentinella? Basandosi su I nove miliardi di nomi di Dio prova a darci una risposta l'eclettico curatore di "Urania", alla sua iniziazione da connettivista. - GDM

Che sarebbe successo se Kubrick avesse scelto “I nove miliardi di nomi di Dio” come soggetto del suo film, mettendo “La sentinella” nel dimenticatoio? Proviamo a immaginarlo.

L’alba del monaco. In un antichissimo monastero tibetano alcuni monaci dal cranio rasato usano il pallottoliere per calcolare i nove miliardi di nomi di Dio. “Ma in questo modo”, sbotta il monaco Guarda-che-Lentezza, “impiegheremo centoventiquattromila anni!” “Se non di più”, conferma il monaco calcolatore. Si decide perciò di lasciare un testamento al futuro, quando saranno inventati i computer. “Ordinatene uno e calcolate in fretta i nove miliardi”, ordina il messaggio. Che viene chiuso in una biglia e fatto rotolare tra le Sabbie del tempo. Stacco sulla biglia che rotola dalle Sabbie fra le dita di un monaco moderno. Questi la apre, legge le istruzioni e acquista un avanzatissimo calcolatore. Il progetto ha inizio, ma in America qualcuno subodora il pericolo. “Non è possibile”, si chiede lo scienziato Ehi Mo’ Floyd, “che una volta calcolati i nove miliardi di nomi di Dio l’universo abbia semplicemente esaurito il suo scopo?” (Rabbrividisce: è ancora giovane e sa che il computer tibetano porterà a termine il suo compito in meno di tre anni.) Va quindi sulla luna e convince il consiglio della NASA ad allestire una veloce spedizione ai confini del sistema solare per osservare eventuali anomalie nel cosmo.

Continua a leggere

Postato da zoon 06/12/2008 10:49 | permalink commenti (3)


----------------------------------------------------------