Nova Sf*, secondo numero della Elara
[Letto su Fantascienza.com]
Il postino in questi giorni sta consegnando agli abbonati e a quanti ne hanno fatto richiesta il nuovo numero di Nova SF* dal titolo Il palcoscenico degli dei.
Il volume esce in questi giorni ma la data all’interno è del maggio scorso, evidentemente il programma della Elara ha subito qualche ritardo per le complessità della cessione della liquidazione Perseo alla nuova casa editrice, che può agire ormai senza ulteriori rallentamenti appunto dal 1° di questo mese.
Il volume, una vera strenna di ben 380 pagine, contiene i romanzi brevi di Thomas Ligotti (L’ultimo banchetto) e di Roger Zelazny (Il cuore è una tomba). Di Thomas Ligotti ricordiamo l’interessante antologia dal titolo I canti di un sognatore morto, pubblicata sempre da Elara nel marzo scorso. Nel volume troviamo ancora racconti di autori del calibro di Kurt Vonnegut (Der Arme Dolmetscher); Robert F. Young (E notte sia); Alan E. Nourse (Lo specchio); Kathy Acker (New York City nel 1979); Antonio Bellomi (Un problema di insider trading) e Albert A. Dalia (Lo Jia-Sha).
Questa volta per la Pagina Tre scrive Armando Corridore che fra le tante e interessanti notizie scritte da vero appassionato, ha fatto delle anticipazioni veramente “succose” come una seconda antologia di Thomas Ligotti e l’assicurazione che la narrativa horror non si fermerà al solo Ligotti, poi ci saranno altri romanzi fantasy e l’annuncio della nascita di una nuova collana: Nova Weird Fiction che sarà la sorella oscura e inquietante di Nova SF*.
Completano il volume molti altri articoli di saggistica e di informazione e la solita, ma sempre vivace, rubrica delle “Lettere al Direttore”
Ricordiamo che il volume non è in vendita nelle librerie ma deve essere richiesto all’editore: www.elaralibri.it.
Autori vari, Il palcoscenico degli dei (2008), Elara, Nova SF* 78, pag. 380, euro 20,00.
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Il ritorno delle furie
Due, dico ben due pezzi dedicati a quest'ultimo romanzo di Richard K. Morgan, sono apparsi su Fantascienza.com. Il primo è qui e illustra anche la quarta di copertina del romanzo:
Da tempo immemorabile, Harlan’s World — un pianeta ricoperto dagli oceani e con soltanto il cinque per cento di terra abitabile — è dominato da un’oligarchia guidata da un’unica famiglia: gli Harlan, appunto. E questo il luogo in cui è nato Takeshi Kovacs e in cui è tornato l’ex mercenario. Ma New Hokkaido, la fredda, insensibile e labirintica capitale, è un posto molto pericoloso, soprattutto per Takeshi, che prima di diventare un soldato era un elemento di spicco nelle gang locali. Così, in un ambiente in cui si aggirano criminali e cacciatori di teste, predicatori religiosi e politici senza scrupoli, Takeshi scivolerà in un vortice di intrighi e violenza, e dovrà confrontarsi con un nemico inaspettato: in una società che ha sconfitto la morte — la coscienza può essere digitalizzata e trasferita in un altro corpo —, Takeshi dovrà affrontare una versione di se stesso molto più giovane, forte e determinata. Una cosa soltanto è sicura: uno dei due Takeshi Kovacs deve morire...
Il secondo è qui ed è una fantastica critica ragionata anche sulla base delle due puntate precedenti della saga, di cui Il ritorno delle furie è la puntata conclusiva.
Richard K. Morgan, Il ritorno delle furie (Woken Furies, 2005), traduzione di Vittorio Curtoni, Editrice Nord, collana Narrativa 342, pagg. 569, euro 22,00.
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I cinquanta soli di van Vogt
[Estratto da Fantascienza.com]
Viene stato ristampato dalla Elara, con una nuova traduzione, il romanzo I ribelli dei cinquanta soli (The Mixed Men, 1952), un classico tra i tanti scritti da Alfred Elton van Vogt. Come molte opere di Van Vogt anche questo romanzo è il risultato della fusione di alcuni racconti scritti dall’autore in precedenza.
La storia contiene tutti quei tratti caratteristici che hanno fatto amare questo autore come la grandiosità degli scenari, astronavi gigantesche, donne di nobile schiatta al comando di imperi o di astronavi, uomini forti e superuomini e avventure strabilianti e colpi di scena almeno ogni due pagine.
La quarta di copertina. Il grande incrociatore da guerra Sciame delle Stelle si trova da dieci anni nella Grande Nube Magellanica, in una missione di spaziocartografia ordinata direttamente dal Consiglio Imperiale della Terra. Ma proprio alla fine della missione, la Grande Capitana Gloria Cecilia Laurr dei nobili Laurr, la giovane e bella comandante della nave stellare la cui potenza potrebbe distruggere interi pianeti scopre i segni dell’esistenza di una civiltà insospettata...
Esistono cinquanta soli, tra i milioni di stelle della grande nube, popolati da quindicimila anni da profughi sfuggiti alla violenza e alla morte della galassia principale. Sono superuomini dotati di straordinari poteri mentali.., e tra loro si nascondono anche gli Uomini Misti, superuomini ancora più potenti, e tutti sono tenacemente ostili alla presenza terrestre nei loro mondi...
Ricordiamo che il volume non è in vendita nelle librerie ma deve essere richiesto all’editore: www.elaralibri.it
A. E. van Vogt, I ribelli dei cinquanta soli (The Mixed Men, 1952), Traduzione Ugo Malaguti, Elara, collana Biblioteca di Nova sf* 29, pagg. 281, euro 27,00.
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Eccola, ben distinguibile
E' una scia molecolare emessa milioni di anni fa come flatulenza di un colossale brontotherium marziano. Ancora si diffonde come eco fossile di tempi dimenticati, urtando il sensibilissimo naso elettronico predisposta a captare tracce di paleobioma nei residui atmosferici del Pianeta Rosso. Una punta di fetido mercaptano penetra il sensore, rivelando interi universi di disfacimento, lettiere oceaniche di anaerobiosi e orizzonti di carogne verminose.
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Fantascienza mon amour
[Estratto da Fantascienza.com]
La fanzine Out ha indetto un bel concorso letterario dedicato a racconti brevi di argomento amoroso. Leggiamo dal bando: “Il tema scelto è l'amore (non pensate male, non vogliamo essere banali e scoprire i nuovi Moccia: ognuno declinerà l'amore come vorrà...), nelle sue mille sfumature: amore misterioso, amore sensuale, amore normale, amore malato, amore diverso, amore omosessuale, amore intrigante, amore psichedelico, amore soffocante, amore sofferto, amore non ricambiato” e, diciamo noi, amore fantascientifico.
L’ampiezza delle possibili declinazioni amorose offre agli scrittori (o aspiranti tali) di fantascienza l’occasione per un esperimento letterario, per spingersi un po’ oltre i consueti temi e limiti della SF pensando ad un racconto che potrebbe cominciare così: “L’amor che move ‘l sole e l’altre stelle”.
I racconti verranno letti e selezionati dalla redazione di Out con la partecipazione di Alberto Rizzi e i migliori saranno pubblicati su un libro realizzato ad hoc.
Ma che cosa è Out? Out nasce del 1998 dalla voglia di comunicare, dalla voglia di spillare tra loro fotocopie che raccontassero storie, vicende attraverso racconti, fumetti, poesie e il cui segreto intento fosse, in fondo, quello di divertirsi. Un gioco tra il serio e il faceto.
Per tutti i dettagli sul concorso che scade il 10 gennaio 2009 il bando è scaricabile all’indirizzo: blogdiout.wordpress.com e per chi volesse avere maggiori informazioni sulla fanzine Out: www.myspace.com/out_zine.
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Short Stories, ecco il terzo numero
È uscito il numero cinque di Short Stories, la rivista di Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri (coadiuvati redazionalmente da Raffaella Trebbi), dopo una pausa estiva un po' più lunga del previsto.
Numero cinque, ma terzo di questa nuova serie lanciata l'anno scorso, dopo circa vent'anni dai primi due numeri. La rivista, contraddistinta da una bella grafica e dalle copertine di Luca Oleastri, in questo numero cambia per una volta la firma delle illustrazioni interne, che non sono dello stesso Oleastri come nei numeri precedenti, ma di Sangiorgi, che per l'occasione rispolvera le sue chine digitali e le sue competenze di illustratore e fumettista.
Il tema affrontato in questo numero è "la bibbia elettronica", un sottogenere abbastanza comune nella fantascienza, quello sulle origini aliene o alternative dei miti religiosi.
[Continua su Fantascienza.com]
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Un breve
ma intenso articolo su CarmillaOnLine per analizzare le presenze di Philip Dick e della Fantscienza cosmica nella quarta stagione di Lost. Imperdibile per chi ama la serie.
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Robot 55: vi presentiamo Ken McLeod
Competenza scientifica, sensibilità politica e grance capacità narrativa. Sono le armi che hanno imposto il nome di Ken McLeod, dagli anni novanta in poi, tra i grandissimi della fantascienza britannica, insieme al suo amico Iain M. Banks. Almeno in UK e negli Stati Uniti, molto meno in Italia dove di McLeod sono arrivati solo un paio di romanzi e qualche racconto.
Robot 55, arrivato con qualche giorno di ritardo e ora in spedizione, propone un racconto di taglio brillante di questo autore — Chi ha paura di Wolf 359 — e un'interessante intervista nella quale vengono toccati anche temi molto d'attualità.
Poi c’è uno scrittore che a quarant’anni ha già vinto una dozzina dei maggiori premi del campo, tra i quali due premi Hugo e quattro Nebula. Forse è l’unico scrittore ad avere più premi vinti che racconti scritti. Ogni volta che viene pubblicata una sua nuova storia è un evento. È Ted Chiang, e se per malaugurata sfortuna non doveste aver mai letto nulla di suo, ora avete modo di riparare. Il suo ultimo lavoro, Il mercante e il portale dell’alchimista, che propone Robot su questo numero, neanche a dirlo si è portato a casa il Premio Nebula e il Premio Hugo 2008.
Robot poi propone il racconto di Giampietro Stocco vincitore del premio Alien e altri racconti di Laird Long, Enzo Verrengia, Giovanni Burgio e Giovanna Cecchini. Per la saggistica uno speciale sul grande autore Theodore Sturgeon, con pareri e commenti di molti esperti italiani e alcuni grandi scrittori stranieri, e imperdibile una lunga intervista esclussiva con il grande Frank Miller, geniale autore di Sin City.
Articoli su X-Files, Mirror's Edge, Fantômas e molto altro, e soprattutto un editoriale che è un'ulteriore testimonianza della grandezza del direttore di questa rivista. Lo potete leggere anche online su Delos, all'indirizzo /magazine/servizi/11570/tumoral-editorial-blues/.
[Letto su Fantascienza.com]
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Science+Fiction, release zerootto
L’edizione zero/otto di Science+Fiction — il festival internazionale della fantascienza — manifestazione dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo — si svolgerà a Trieste negli spazi del Cinecity multiplex (Torri d’Europa) dall’11 al 16 novembre.
Anteprime, retrospettive, sezioni concorso, eventi speciali e incontri con autori del cinema e della letteratura, formeranno lo scheletro di quest’edizione di Science+Fiction: una kermesse che dal 2005 fa parte della European Fantastic Film Festivals Federation ed è ormai universalmente riconosciuta come rampa di lancio per le opere più innovative e per i registi emergenti.
Tra gli ospiti segnaliamo subito il grande scrittore di fantascienza e fantasy Lucius Shepard, in un incontro in collaborazione con Fantascienza.com e Delos Books (che di Shepard ha pubblicato in Italia diversi libri). L'evento avverrà venerdì mattina, con la partecipazione dello scrittore Fabio Novel che condurrà l'incontro con l'autore.
[Continua su Fantascienza.com]
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Le presidenziali USA inaugurano i collegamenti olografici
[Estratto da Fantascienza.com]
Mentre il neo presidente Barack Obama raggiungeva un risultato tanto sperato da molti quanto insperato fino quasi alla fine, su tutto un altro versante ci si preparava a seguire le votazioni con elementi che fino a ieri sembravano più consoni a un film di George Lucas. Infatti, le principali emittenti Usa hanno dato fondo all'apice della tecnologia conosciuta per rendere le elezioni un evento spettacolare, arrivando a creare il primo ologramma tv in tempo reale.
Su tutti ha fatto scintille la CNN, che ha portato il concetto di collegamenti esterni ad un punto di evoluzione del tutto nuovo.
Qui, la corrispondente che seguiva la campagna dei due candidati sul posto, veniva fatta apparire in forma di ologramma davanti al giornalista in studio e anche in questo caso i movimenti di camera e delle persone avvenivano con naturalezza, almeno finché il giornalista in sala non avesse superato il cerchio rosso che potete vedere sotto la sua collega, il che avrebbe portato ad un attraversamento corporale.
L'ologramma non era però presente in sala come potrebbe sembrare, ma inserito in video attraverso un elaborato calcolo delle immagini in tempo reale. Per fare questo, sono stati creati due set tv gemelli potenziati con il controllo del motion capture dei giornalisti e il tracking delle telecamere. Le quali erano ben 44, di piccole dimensioni, collegate tra loro tramite 20 computer e in grado di rimandare una immagine a 360° dello studio via satellite. Tale immagine veniva poi elaborata per sincronizzare i movimenti dei due corrispondenti, inviarli sull'immagine video e creare l'illusione che si vedesse un vero ologramma, mentre in realtà il giornalista seguiva la collega su uno schermo da 37" fuori campo.
Infine se eravate a spasso per il centro di New York e non avevate con voi uno schermo tv, la Fox aveva pensato a voi, piazzando degli enormi schermi su cui scorrevano le informazioni in tempo reale.
Così, mentre Mr president Obama cambiava la storia, la tv Usa aggiornava il futuro.
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Delos 109: adesso musica
[Letto su Fantascienza.com]
L'argomento "musica e fantascienza" torna periodicamente alla ribalta: è indubbiamente affascinante, e probabilmente c'è un filo che lega questi due settori. In qualche modo, il calderone culturale dal quale nascono e in cui hanno prosperato è in parte lo stesso.
Senza voler ambire a una impossibile trattazione esaustiva, lo speciale che presentiamo si concentra su tre specificità: videoclip, rock progressivo e l'artista jazz Sun Ra. Delos numero 109 non si ferma qui, però. Soffermandosi sul presente per intervistare Donato Altomare, uno degli autori italiani più conosciuti e ultimo arrivato della "triade" dei doppi vincitori di un premio Urania. E facendo balzi nel passato per rivisitare i "bionici", individui postumani ante litteram potenziati da una tecnologia dai costi esorbitanti (sei milioni di dollari, per l'esattezza). E ancora più indietro per vedere il peggior film del peggior regista della storia. Un film di fantascienza, il cult Plan 9 From Outer Space.
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Alia 5, usciti i primi due volumi
[Estratto da Fantascienza.com]
Sono disponibili i primi due volumi della quinta uscita di Alia — L’arcipelago del fantastico, dedicati ad autori rispettivamente giapponesi e italiani. Entro l’anno uscirà il terzo volume dedicato agli scrittori d’area anglofona.Da ammirare la determinazione con cui i librai-scrittori-editori (raro trinomio) Massimo Citi e Silvia Treves, coadiuvati da uno scelto gruppo di collaboratori, propongono ormai da un quinquennio questa corposa antologia di “narrativa fantastica” nel senso più ampio del termine (fantastico puro, fantascienza, horror eccetera) articolata in tre sezioni in quanto l’iniziativa, come già detto, non si limita — contrariamente alla tradizione editoriale nostrana – a presentare solo nomi americani o inglesi. I volumi sono di circa 200 pagine ciascuno.
I due volumi ospitano una stessa prefazione di carattere generale (apparirà anche sul terzo volume) a firma di Silvia Treves, Dove stiamo andando: fare il punto. In quello dedicato al Giappone, segue l’introduzione del curatore, Massimo Soumaré, Tra fanciulle dell’estate e samurai robot marziani. I racconti sono undici, di autori ovviamente conosciuti poco o nulla da noi, ma nell’insieme validissimi e intriganti: Hayami Yûji, Hikawa Reiko, Kitano Yûsaku, Kobayashi Yasumi, Kurimoto Kaoru, Makino Osamu, Minagawa Hiroko, Shibata Yoshiki, Tanaka Hirofumi, Tsutsui Yasutaka, Yamada Masaki.
La sezione italiana, dopo la Treves e l’intro di Vittorio Catani (I mille imprevedibili modi del fantastico, che potete leggere qui: www.fantascienza.com/blog/vikkor/, presenta dodici storie rispettivamente di: Danilo Arona, Alessandro Defilippi, Mario Giorgi, Consolata Lanza, Fabio Lastrucci, Davide Mana, Angelo Marenzana, Elvezio Sciallis, Massimo Soumaré, Silvia Treves, Massimo Citi, Vittorio Catani.
Alia. L’arcipelago del fantastico n. 5 — Autori italiani, Ed. CS_Libri, Torino, Euro 14,00
Alia. L’arcipelago del fantastico n. 5 — Sol Levante, Ed. CS_Libri, Torino, Euro 14,00
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Novita SF in libreria
[Letto su Fantascienza.com]
Delos Books
Bruce Sterling, Il chiosco, Odissea Fantascienza, pagg. 120, euro 9,00
Borislav è il proprietario di un chiosco che vende ai bambini figurine di giocattoli che possono essere trasformati in oggetti reali e tridimensionali mediante il passaggio attraverso un vecchio "fabbricatore". Un giorno, una ricca turista dall'Unione Europea acquista in blocco tutto il contenuto del suo chiosco, così, dopo aver concluso l'affare, Borislav rileva da uno zingaro un nuovo rivoluzionario fabbricatore che sembra capace di produrre oggetti indistruttibili partendo da una strana polvere gialla. Però Borislav, sottoposto a pressioni per motivi legati alla duplicazione e ai diritti di immagine, comincia a temere di perdere il chiosco e il suo macchinario, e finché è in tempo decide di cederlo. Ma quando sta per farlo a un potente uomo locale che lo vuole utilizzare a fini politici, scopre che il suo strano macchinario è già conosciuto in molti stati europei, che non lo avevano mai usato perché avrebbe distrutto l'economia nazionale e mondiale. Questa precauzione però non è rispettata nell'ancora debole nazione dell'Europa Orientale dove vengono costruiti vari modelli di fabbricatori. A questo punto la parte progredita dell'Europa invade il mercato della nascente economia, con fabbricatori tecnologicamente più avanzati, che destabilizzano l'economia orientale e causano la rivoluzione..
Mondadori
Donato Altomare, Il dono di Svet, (edicola) Urania n. 1540
La caotica New York è sotto il tallone di una doppia dominazione. Ai livelli più alti regnano gli impenetrabili governanti asiatici, nell’amministrazione i discendenti dei vincitori russi. Svet è una russa che lavora nella polizia, e quando si trova di fronte alla morte violenta sa riconoscere un affare sospetto. Ma il continuum è grande e forse non tutte le New York dell’universo sono così impenetrabili. Svet, che può spostarsi nelle linee di probabilità del tempo, capisce che per risolvere il nuovo caso bisogna indagare Altrove. Comincia la sua prima awentura fra i mondi del possibile...
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Robert Cormier insegna a scomparire
[Estratto da Fantascienza.com]
Massachusetts, anni Trenta. Nella famiglia Moreaux si tramanda da generazioni la capacità di scomparire, di diventare invisibili. Dissolvenza, la chiama Paul, il giovane protagonista e narratore della vicenda, che viene introdotto a tale segreto dallo zio Adelard, misterioso giramondo senza radici. Tale dote, infatti, si trasmette da zio a nipote e si accompagna a sinistri accadimenti. E come se la scomparsa del corpo provocasse il dirompente emergere degli aspetti più violenti di una personalità che, in preda a una frenesia inarrestabile, viene spinta fino allomicidio.
Il giovane Paul passa presto dalliniziale entusiasmo per questo suo inaspettato potere a un profondo raccapriccio e, dopo aver assistito a scene che non avrebbe mai voluto vedere, decide di rifugiarsi in una vita da eremita. Ma è impossibile per lui sottrarsi al destino: la dissolvenza è pronta per impossessarsi della generazione successiva...
Robert Cormier, Scomparire (Fade, 1988) traduzione di Alessandra Petrelli, Elliot Edizioni, collana Scatti, pagg. 380, euro 18,50.
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Back on line: riflessi nella nebbia
Sembrerebbe esserci un disperato bisogno d'orrore, negli ultimi tempi. Un'urgenza che si estrinseca nelle demolizioni del mondo e dell'individuo che periodicamente si abbattono sulle nostre sale, con pellicole sempre più spesso disincantate in una misura che non lascia poi tanti margini di intervento. Nell'ultimo aggiornamento del sito, 7di9 e X recensiscono due pellicole che si inseriscono di diritto in questa sensibilità montante come una marea nera, che esclude qualsiasi speranza di redenzione.
7di9 si occupa di Riflessi di paura (titolo originale: Mirrors, 2008), diretto da Alexandre Aja e interpretato da un Kiefer Sutherland sempre più icona dell'antieroe tormentato, è il remake di una pellicola coreana del 2003. "Un'operazione", si rammarica 7di9, "riuscita a metà". E ce ne spiega le ragioni in una disamina meticolosa.
The Mist aggiunge un nuovo tassello alla sequenza di film sulla devastazione del mondo a opera di forze al contempo aliene e sovrannaturali che aveva inaugurato la stagione cinematografica italiana con l'epocale Cloverfield, di cui pure ci eravamo a suo tempo occupati. Nella sua analisi, X prova a tracciare una rapida panoramica del film e del filone che sta godendo di una nuova, felice (si fa per dire) stagione.
(Forse il cinema sta riscoprendo con i suoi prodotti di genere la funzione catartica che già fu del teatro antico. Forse siamo solo noi ad aver bisogno di orrore cosmico, qualcosa che sappia annientare – almeno nello spazio di una proiezione – le prospettive cupe del quotidiano.)
[Letto su Next-Station.org]
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Elastomeri fissili
Uranio che si arricchisce scoppiettando nella mia calotta cranica estesa, forgiata dai laboratori nanotecnologici di Marte. Qualcosa mi ha catturato mentre vagavo per le squallide vie del Bronx, proiettandomi ad Ophir Chasma, nella regione industrializzata di Tharsis. Non una sola cellula carnale si è salvata nell'operazione di trasferimento. Ora sono un robot transumano rinchiuso in una nuova prigione di qubit radioattivi, in attesa della definitiva ontonemesi.
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E' uscita
l'antologia di fantascienza comica dedicata al decennale di Rudy Basilico Turturro, pubblicata da Robin.
Il fortunato personaggio fu inventato da Massimo Mongai (ora prevalentemente giallista) che vinse il premio Urania 1997 con Memorie d'un cuoco d'astronave.
Il titolo del libro riecheggia la Guida galattica degli autostoppisti di Douglas Adams, autore del quale Mongai è l'italiano più simile per scrittura e al quale in Italia sono stati dedicati due premi per la fantascienza comica. Le "memorie" (e l'altro Urania mongaico, Il gioco degli immortali) sono scaricabili gratuitamente da Liber liber. [http://www.liberliber.it/biblioteca/m/mongai/index.htm]
L'antologia, curata da Massimo e dall'amico Panik di Rill [http://www.rill.it/?q=node/194], ospita anche il racconto "Orrutrut l'insaziabile" di Leo Sorge, che con lo pseudonimo Akai Wakusei ha pubblicato due saggi su Turturro [http://www.futuristico.it/2003/02/libro-mongai-con-teofilo-nengappi.html]: "Le razze dell'agorà" (In Memorie di un cuoco di un bordello spaziale, Robin 2003), in breve RDA, e "Scienza e tecnologia zingara" (in Alienati, Robin 2005), STZ. Difficilmente un autore vivente ha avuto tanta attenzione!
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L'importanza della fantascienza
Qual è la peculiarità della fantascienza? Gli autori anglosassoni tornano a confrontarsi con l'argomento, delineando le possibili linee di sviluppo della loro produzione futura. Un dibattito che innesca naturalmente interrogativi, dubbi e considerazioni personali.
Un interessante dibattito sta tenendo banco nel giro della fantascienza anglosassone da un paio di settimane a questa parte, stimolando la riflessione attorno alle finalità e alle prerogative del genere. A innescare la discussione è stato l'irlandese Ian McDonald, commentando un'affermazione di Paolo Bacigalupi, giovane scrittore americano poco conosciuto qui da noi.
Bacigalupi affermava che, tra le cose che sperava di vedere, c'era il ritorno della fantascienza alla sua rilevanza, vale a dire alle sue caratteristiche pertinenti. "Mi sembra quasi che malgrado gli strumenti in possesso della fantascienza, strumenti che nessun genere può vantare, talvolta si assista come a uno spreco di potenzialità da parte nostra. Ci sono talmente tante questioni aperte sul mondo verso cui ci stiamo incamminando e su come sarà il futuro, ma non vedo molta fantascienza intenta ad affrontare questi argomenti. Mi piacerebbe vederne in giro di più". Queste parole hanno condotto McDonald a una riflessione pubblicata su Cyberabad, il suo blog. McDonald si pone il problema di cosa fare per ricondurre la fantascienza alla sua rilevanza originaria e subito sembra stizzirsi al pensiero che le persone sulle quali l'importanza del genere dovrebbe produrre — secondo Bacigalupi — il suo impatto, molto probabilmente fanno parte della schiera che identifica la fantascienza con... le navi spaziali. "Un paradigma da ventesimo secolo", per usare le sue parole. "In effetti, da metà del ventesimo secolo. Sognavamo di esplorare il sistema solare, trascorrere i weekend sulla Luna e andare in luna di miele su Marte, esportando versioni del sogno americano e della politica liberale in tutta la galassia. Penso che a questo punto dovremmo aver capito che le cose non andranno esattamente in questo modo".
Tutto l'articolo (corposo) è su Fantascienza.com]
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Fantascienza a Teatro
[Estratto da Fantascienza.com]
Dal 24 al 26 ottobre a Milano e in alcune città vicine si svolgerà la terza edizione della Festa del Teatro: tre giorni di spettacoli, avvenimenti, visite guidate con decine di rappresentazioni teatrali sparse per la città.
La kermesse è promossa dalla Provincia e dal Comune di Milano, dalla Regione Lombardia, dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e dall'Associazione Generale Italiana Spettacolo/Lombardia e ripete i successi delle due edizioni precedenti.
L’iniziativa sarà presentata il 18 ottobre dal noto attore Toni Servillo che aprirà le danze con un incontro al Piccolo Teatro-Studio intitolato Interpretazione e Creatività.
Domenica 26 ottobre, dalle 13 alle 15, sarà in proiezione al Teatro Litta il video Post-Visioni di Solaris di Walter L'Assainato e Mario Gazzola tratto dallo spettacolo teatrale Visioni di Solaris di Antonio Syxty rappresentato al teatro Litta dal 5 giugno al 2 luglio 2007 e dedicato a Jean Baudrillard.
Gli appassionati di fantascienza che seguono anche le convention dedicate al genere (quantomeno quelli brianzoli) ricorderanno che il video era stato proposto in un’anteprima ancora in fase di elaborazione all’AstraCon 2008 tenutasi nell’aprile di quest’anno a Villasanta.
Durante la convention era stato ospite proprio Antonio Syxty, direttore artistico del Teatro Litta, che si era soffermato sul rapporto fra teatro e fantascienza partendo dal suo spettacolo Visioni di Solaris e raccontando la sua via alla fantascienza nel teatro.
Syxty è l’autore di uno spettacolo che già dal nome ammette il proprio richiamo alla fantascienza, non tanto per il contenuto comunemente fantascientifico (astronavi, esplorazione spaziale, futuro, alieni) quanto piuttosto per le atmosfere che si respirano, per il clima di surrealtà in cui lo spettatore è immerso, per i giochi di prospettive e di specchi che si alternano sul palco. Aspetti che ricordano da vicino un certo modo di fare SF vicina ad autori come Lem, Dick e altri.
Walter L'Assainato e Mario Gazzola, curatori tra l’altro del bel sito internet www.posthuman.it, hanno realizzato durante le settimane di rappresentazione dello spettacolo un video di 29 minuti dal titolo appunto di Post-Visioni di Solaris.
Come leggiamo sul loro sito si tratta di “una visione della visione dello spettacolo: attraverso le foto scattate da Mario e il montaggio delle immagini girate da Walter, precipitiamo dentro un'eco fragorosa dello spettacolo, in cui il concetto di "sparizione del reale", messo in scena da Syxty in un "giardino di sentieri che si biforcano" metateatrale, è testimoniato dallo sguardo dello spettatore stesso.”
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Il grande tempo
[Estratto da Fantascienza.com]
Il romanzo di Fritz Leiber è davvero difficile da descrivere, innanzitutto è strutturato come una rappresentazione teatrale, tutta la storia si svolge in un unico ambiente, un palcoscenico molto particolare.
Sospeso in un suo universo dove tempo e spazio perdono significato, il Locale (o meglio la Stazione di Recupero e Intrattenimento) è una via di mezzo tra un night club e un ospedale psichiatrico, dove i soldati che combattono la Guerra del Cambio possono trovare rifugio tra una battaglia e l'altra.
I contendenti che si fronteggiano sono i Ragni (Spider) e i Serpenti (Snake), ma chi, o cosa, si nasconde dietro questi nomi, invero poco invitanti, non è dato a sapere, è certo tuttavia che entrambi reclutano soldati tra umani ed extraterrestri di tutte le epoche.
Le battaglie hanno lo scopo di cambiare il corso degli eventi, modificando la storia sino ad arrivare alla scomparsa degli avversari, l'intero cosmo è pervaso dal Vento del Cambio, che può raggiungere chiunque in qualunque momento, e cancellarlo dalla realtà.
In questo grandioso scenario il Locale non rappresenta che un frammento di un granello di sabbia, ma è qui che Leiber ha deciso di raccontare la sua storia.
I personaggi del dramma, come definiti all'inizio del romanzo, appartengono alla fazione dei Ragni, alcuni fanno parte del personale del Locale, come la voce narrante Greta Forzane, altri sono soldati provenienti dai campi di battaglia, ma tutti sono uomini e donne strappati dal loro tempo, disorientati e nevrotici.
Dimentichiamoci quindi battaglie,agguati e scontri mortali, l'azione sul campo non esiste, anche se viene evocata nei racconti dei personaggi. Tensione e momenti drammatici non mancano, ma restano confinati negli angusti confini del Locale, dove si trova un gruppo di persone ristretto ma decisamente interessante.
Inutile dire che il mondo che conosciamo non è quello del romanzo, anche se i cambiamenti operati dai contendenti potrebbero, prima o poi, ricrearlo, perché nulla è eterno quando soffiano i Venti del Cambio.
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